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Sabato 2 aprile 2005 alle 21:37 moriva papa Giovanni Paolo II

Papa Giovanni Paolo II
Papa Giovanni Paolo II

Il 2 aprile di 20 anni fa, alle 21:37 moriva papa Giovanni Paolo II dopo un pontificato di quasi 27 anni. Era stato eletto il 16 ottobre del 1978, l’annus horribilis, l’anno dei 3 papi, dell’omicidio Moro, l’apice degli anni di piombo e dei conflitti sociali in Italia. Papa Giovanni Paolo II seppe trasformare la chiesa, l’Italia e il mondo lasciando un’influenza sul mondo contemporaneo che è andata oltre la durata della sua vita. Quando Giovanni Paolo II fu eletto il presidente degli Stati Uniti era Jimmy Carter, al Quirinale c’era Sandro Pertini e a Palazzo Chigi Giulio Andreotti, altri nomi, un’altra epoca.

Karol Wojtyla ha rappresentato la figura del Papa per un’intera generazione. Solo Pio IX e San Pietro sono rimasti in carica per più tempo. Il suo divenuto celebre “Se sbaglio mi corrigerete” metteva in evidenza una comunicazione più leggera, ma più attenta e al contempo più colta e diretta di quella attuale. Quasi come a voler dare il colpo di grazia ai totalitarismi del XX secolo, la Chiesa chiamò al soglio pontificio un papa polacco, giovane e innovatore. Giovanni Paolo II non è stato un papa ma il papa. La sua iconografia e le sue parole hanno attraversato il secolo breve per giungere fino a oggi, a venti anni dalla sua morte, permettendo ancora una volta ai cronisti di abbandonarsi per un attimo al suo ricordo, spogliandosi di quelli che sono i ruoli ricordando che per una volta, si può ammettere anche, semplicemente che siamo tutti esseri umani e perdersi nella lettura di un uomo che ha saputo scrivere sul marmo della storia.

“Non abbiate paura, aprite, anzi spalancate le porte a Cristo”

“Non abbiate paura, aprite, anzi spalancate le porte a Cristo”. Fu questo il suo primo messaggio lanciato all’Angelus, il 22 ottobre 1978. Un dualismo con il comunismo sovietico che aveva la presunzione di detenere il diritto di controllo sulle coscienze, quasi fosse una dottrina nuova ma iconoclasta e con la pretesa di tenere le mani sull’Europa con una contrapposizione politica e militare intorno a un confine. Com’era diverso il mondo 47 anni fa quando c’era la cortina di ferro che, come ebbe a dire Churchill, iniziava a Trieste. La Polonia era un paese lontano che il Santo Padre seppe traghettare in Europa, da questa parte della Cortina. A Berlino c’era un muro, quello stesso muro che fece pronunciare a Kennedy la famosa frase Ich Bin ein berliner. Il 9 novembre 1989 anche quel muro sarebbe caduto, ultimo baluardo di uno spauracchio che aveva tenuto le coscienze, le menti e le cancellerie di tutto il mondo con il fiato sospeso dalla fine della Seconda Guerra Mondiale. Papa Giovanni Paolo II è stato il papa che ha cambiato la storia. C’è sempre un modo di dire le cose, di raccontarle e di sentirle dentro sé stessi. Il papa questo modo lo ha trasmesso ai fedeli, a coloro che almeno per una volta lo avevano visto e ascoltato. Fino all’ultimo Angelus, il 27 marzo del 2005 quando non poté esprimersi ma solo salutare la folla a causa della tracheotomia resasi necessaria per consentire la respirazione nelle settimane precedenti.

Giovanni Paolo II: il ricordo del 2 aprile 2005

Sabato 2 aprile 2005 il mondo intero teneva gli occhi puntati su Piazza San Pietro in Vaticano, probabilmente la piazza più famosa del pianeta, il posto nel quale insieme alla Casa Bianca e alla Piazza Rossa si decidevano le sorti del mondo. La CNN era collegata insieme a molte altre televisioni del pianeta. Lo scopo era quello di dare per primi la “fatale notizia” così come l’aveva definita Bruno Vespa a Porta a Porta. Proprio quella sera, intorno alle 21:35 il conduttore aveva lanciato la pubblicità nel corso del programma di Raiuno. Alla ripresa in onda la gente in piazza lacrimava: il santo padre era morto alle 21:37. Quel giorno, quel sabato, a quell’ora si chiudeva un pezzo estremamente importante del Novecento, quello che riguardava il rapporto tra le superpotenze, l’equilibrio geopolitico del mondo e il successivo riassetto. Giovanni Paolo II aveva trasmesso un nuovo modo di guardare a Dio, un Dio redentore, disposto al perdono e comunque Padre affettuoso verso l’essere umano. Era stato il primo papa a entrare in una sinagoga, il primo a vincere un premio Nobel per la Pace, il primo a prendere posizione, inequivocabilmente, contro la criminalità organizzata. Soprattutto aveva cercato di avvicinare i fedeli agli uomini della chiesa. I detrattori gli rimproverano di aver svuotato le chiese e riempito le piazze ma si potrebbe rispondere che Dio, per chi è credente, è in ogni luogo.

Probabilmente è stato anche un papa politico, può darsi, ma questo non ha fatto venir meno la sua missione e non ha inficiato l’affetto dei fedeli cresciuto così come non s’era visto con nessun altro papa. Al pensiero che siano passati 20 anni da quell’epoca sembra davvero strano. Come eravamo e come siamo, ma il fatto che sia già trascorso un tempo così lungo non toglie che oggi, esattamente come appariva 10 anni fa, continua a sembrare ieri.

Sabato 2 aprile 2005 alle 21:37 scompariva una delle più grandi figure del Novecento, il secolo breve che dura ancora, scompariva Karol Wojtyla, papa Giovanni Paolo II, l’uomo che cambiò la storia.

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