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Televideo, il giornale televisivo che sostiene il confronto con i social

Televideo
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Lo sviluppo della tecnologia e l’enorme influenza di Internet su di noi sembrano non riuscire ad abbattere l’importanza del Televideo. Quest’ultimo è, per molte persone, una fedele compagnia, sempre pronta ad esserci per informarci su ciò che accade intorno a noi.

Nascita e Crescita del Televideo

Il 5 settembre del 1984 nacque ufficialmente il Televideo, un giornale scritto in una televisione, con oltre 800 pagine digitali che venivano cambiate con il telecomando. Si trattava di un giornale aggiornato, sempre consultabile e, cosa fondamentale, gratuito, con articoli ben organizzati e inseriti secondo una propria gerarchia. Da una pagina si poteva passare ad un’altra premendo tre volte sul telecomando, senza l’interferenza di cookie e pop-up che ci mandano su altri contenuti. I punti di forza del Televideo erano i risultati delle partite di calcio, i risultati del Giro d’Italia, il meteo, gli orari dei treni.

Persistenza e Adattamento nel Tempo

Ancora oggi, a distanza di 40 anni, il Televideo resiste al continuo evolversi del mondo ed è tenuto in piedi da più di venti persone che riempiono i suoi contenuti, spaziando dalla politica estera ai numeri del Superenalotto, alla cronaca. Nonostante l’esistenza di una versione moderna online, il Televideo in televisione regala una forte emozione, soprattutto al pubblico più anziano, che ogni mattina si reca prontamente dinanzi alla TV per aggiornarsi sui temi attuali.

Un Viaggio attraverso la Storia del Televideo

Il primo Televideo nacque nel Regno Unito nel 1974 con il nome di Ceefax, mentre in Italia circolava ancora la televisione in bianco e nero. Successivamente, la Rai, dopo aver ottenuto una serie di autorizzazioni, poté inserire nella nostra televisione il Televideo. Durante gli anni Ottanta, raggiunse l’apice del successo, inserendo tra i suoi recenti aggiornamenti la pagina 777 dedicata ai sottotitoli. Il primo film trasmesso con i sottotitoli fu “La finestra sul cortile” nel 1986. Agli inizi degli anni Novanta, il Televideo ospitò fino a 1000 pagine con due o tre sottopagine che si alternavano ogni 25 secondi.

La Resilienza del Televideo

Verso la metà degli anni Novanta, sembrava che il Televideo non avesse futuro, in un momento in cui con Internet le notizie vengono reperite in un nano secondo, mentre con il Televideo le notizie dovevano essere prima inserite e poi lette. Invece, il Televideo, grazie al suo linguaggio chiaro e diretto e non schierato, viene ancora molto apprezzato, sopravvivendo a Mediavideo, a Internet, al Digitale terrestre.

Il Televideo nell’Era Digitale

Dal 2013 il Televideo viene incorporato in Rainews e oggi si possono consultare 400 pagine dalla 101 alla 399, più le pagine dedicate alle singole regioni, consultabili su Rai3 o sul Televideo digitale. Giuseppe Sangiovanni, direttore di Rai Pubblica Utilità, spiega che nel 2020 il Televideo ha pubblicato 8 mila pagine dedicate alla guida dei programmi TV. Comunicano risultati e classifiche di circa 500 sport minori, e le fake news sulle pagine originali non esistono grazie a un controllo capillare e articolato.

Il Televideo e il Suo Pubblico

Secondo i dati relativi al 2019/2020, circa il 23 per cento della popolazione dai 14 anni in su ha consultato almeno una volta al giorno le pagine di Televideo. La fascia d’età preponderante è quella sopra i 65 anni e circa il 35 per cento sono pensionati.

L’Assenza del Televideo sui Social e il Suo Rapporto con gli Utenti

Su Internet, il Televideo non è presente sui social e non ha un’app dalla quale si può accedere facilmente, eppure il rapporto con gli utenti è importante tanto da contattare la redazione per correggere eventuali errori. Quanta nostalgia e quanta voglia c’è di sederci comodamente sul divano, prendere il telecomando e leggere le pagine del Televideo. Tuttavia, il Televideo è al passo con i tempi, cambia con il cambiare delle nostre abitudini e sicuramente troverà il modo di adattarsi per consentire un facile accesso ai lettori.

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