Trump minaccia in ogni modo la Groenlandia, territorio autonomo della Danimarca. Esattamente 108 anni fa, il 31 marzo 1917 gli Usa comprarono le Isole Vergini dalla Danimarca per 10 milioni di dollari.
Dalle Isole Vergini alla Groenlandia
Le Isole Vergini Americane rappresentano un affascinante caso di studio storico nel contesto caraibico, con una storia complessa che attraversa diverse dominazioni coloniali fino all’attuale status di territorio non incorporato degli Stati Uniti. Il loro passaggio dalla Danimarca agli Stati Uniti avvenne esattamente il 31 marzo 1917, in un momento cruciale della storia mondiale. Questo territorio insulare, composto da 53 isole vulcaniche parte delle Piccole Antille, ha una ricca storia che merita di essere esplorata, dalle prime esplorazioni europee fino al suo attuale assetto geopolitico. Le isole erano originariamente abitate da popolazioni indigene amerindie, tra cui ciboney, caribi e aruachi. La storia europea di queste isole inizia con Cristoforo Colombo, che le raggiunse durante il suo secondo viaggio nel 1493. Fu proprio Colombo a battezzarle “Isole Vergini” in onore di Sant’Orsola e delle sue seguaci vergini martiri3. Nei successivi tre secoli, queste isole divennero oggetto di contesa tra le principali potenze coloniali europee, con spagnoli, inglesi, olandesi e francesi che si alternarono nel controllo di diverse parti dell’arcipelago. Un passaggio interessante nella storia delle isole si verificò nel 1653, quando l’isola di St. Croix fu venduta dalla Francia all’Ordine dei Cavalieri di Malta, insieme ad altre isole caraibiche. Tuttavia, questa proprietà durò poco: già nel 1665 i Cavalieri rivendettero le isole, con notevole guadagno, alla Compagnia francese delle Antille.
Isole Vergini: il periodo danese
La presenza danese nelle Isole Vergini ebbe inizio nel 1672, quando la Compagnia danese delle Indie Occidentali (Dansk Vestindien Kompagni) prese possesso dell’isola di Saint Thomas, chiamata anche Kristiansted. L’espansione continuò nel 1694 con l’occupazione di Saint John (St. Jan) e nel 1733 con l’acquisto di Saint Croix (St. Kreuz) dalla Francia. Nel 1754, le isole furono ufficialmente dichiarate colonia danese con il nome di Jomfruøerne. Durante il XVIII secolo e l’inizio del XIX, l’economia insulare si basò principalmente sulla coltivazione della canna da zucchero, che dipendeva fortemente dal lavoro degli schiavi importati dall’Africa. Un momento cruciale nella storia delle isole fu il 3 luglio 1848, quando la schiavitù venne abolita grazie all’intervento del governatore Peter von Scholten. Questo cambiamento radicale, sebbene moralmente necessario, indebolì significativamente l’economia delle isole, costringendo il governo danese a effettuare importanti trasferimenti finanziari per sostenere l’amministrazione locale.
Il declino dell’amministrazione danese e i primi tentativi di vendita
La difficoltà economica di mantenere le isole spinse la Danimarca a considerare la cessione del territorio già nella seconda metà del XIX secolo. Nel 1867 venne stipulato un primo trattato con gli Stati Uniti che prevedeva la vendita di Saint Thomas e Saint John, ma l’accordo non fu mai ratificato e quindi non entrò in vigore3. Il mantenimento della colonia continuava a rappresentare un onere significativo per le casse danesi, rendendo l’idea della cessione sempre più attraente per la maggioranza dei membri del parlamento danese. Lo scoppio della Prima Guerra Mondiale e il conseguente conflitto sottomarino tra Germania e Alleati resero praticamente impossibili i collegamenti tra la Danimarca e le sue colonie caraibiche. Questa situazione creò le condizioni ideali per un nuovo tentativo di acquisizione da parte degli Stati Uniti, che temevano un possibile attacco tedesco alle isole strategicamente posizionate nel Mar dei Caraibi.
Il precedente: il passaggio agli Stati Uniti il 31 marzo 1917
Nel 1916, in piena Prima Guerra Mondiale, gli Stati Uniti proposero nuovamente alla Danimarca l’acquisto delle Isole Vergini. Dopo alcuni mesi di negoziati, il prezzo di vendita fu fissato a 25 milioni di dollari in oro. La Danimarca accettò l’offerta, probabilmente anche per timore che, in caso di invasione tedesca del territorio danese in Europa, gli Stati Uniti potessero comunque occupare le isole. L’accordo di vendita fu firmato nel 1916, ma il passaggio ufficiale delle Isole Vergini dalla Danimarca agli Stati Uniti avvenne precisamente il 31 marzo 1917, appena sei giorni prima che gli USA dichiarassero guerra alla Germania. Questo trasferimento di sovranità segnò la fine di quasi 250 anni di dominio danese nei Caraibi. Da notare che Water Island, una piccola isola a sud di Saint Thomas, non era inclusa nell’accordo originale e rimase proprietà della Compagnia danese delle Indie Occidentali fino al 1944, quando fu acquistata dagli Stati Uniti per 10.000 dollari, diventando parte delle Isole Vergini Americane solo nel 1996. Il passaggio delle Isole Vergini dalla Danimarca agli Stati Uniti rappresenta un capitolo significativo della storia caraibica e americana. Questo trasferimento, avvenuto in un momento critico della storia mondiale, ha ridefinito il destino geopolitico dell’arcipelago. Nel 1927 anche gli abitanti delle isole ottennero la cittadinanza statunitense. L’espansionismo americano a spese di altri stati è sempre stato vivo, anche nei confronti della Russia dalla quale nel 1867 gli Usa acquistarono l’Alaska.
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