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È possibile volersi bene anche dopo il divorzio?

È possibile mantenere buoni rapporti dopo il divorzio?
È possibile mantenere buoni rapporti dopo il divorzio?

Quando un matrimonio finisce, il più delle volte le strade degli ex coniugi si separano definitivamente. Altre volte, invece, il legame non si spezza del tutto e si trasforma in un affetto sincero e disinteressato, che resiste al tempo e alle nuove relazioni. Queste situazioni sorprendono, soprattutto in una società che spesso vede il divorzio come una rottura netta, quasi come se dopo la separazione fosse “anormale” continuare a volersi bene. Eppure, dopo anni di vita condivisa, perché dovrebbe essere strano mantenere un rapporto di rispetto e affetto? Perché è più accettabile restare in contatto solo per i figli, mentre è visto con sospetto chi, senza un legame obbligato, sceglie comunque di esserci per l’altro?
Parliamo di questo tema con Raffaella Manzo, Dirigente Psicologo presso l’U.O.C. Fisiopatologia e Riabilitazione Respiratoria dell’Ospedale dei Colli – P.O. Monaldi di Napoli, per capire meglio le dinamiche di queste relazioni post-divorzio.

Dottoressa, è davvero possibile mantenere un buon rapporto con l’ex coniuge dopo il divorzio?

Assolutamente sì, anche se non è sempre facile e non tutte le coppie riescono a farlo. Alcuni ex coniugi, dopo un periodo iniziale di distanza e sofferenza, riescono a ricostruire un rapporto basato sull’affetto reciproco, sul rispetto e sulla consapevolezza di ciò che hanno condiviso. Molti pensano che l’affetto dopo un divorzio sia il segnale che “qualcosa è rimasto”, magari una speranza di riconciliazione. In realtà, in molte situazioni, non si tratta di amore nel senso romantico, ma di un sentimento che si è trasformato: una forma di benevolenza che non ha più a che fare con la coppia, ma con la gratitudine e il rispetto per la persona che ha fatto parte della propria vita.

Quali sono i motivi principali per cui alcune coppie mantengono un legame positivo dopo la separazione?

Le ragioni possono essere diverse. Alcuni ex coniugi riescono a mantenere un rapporto sereno perché:

Hanno avuto una separazione “sana”.  Il divorzio non è stato traumatico, ma una scelta condivisa, senza rancori irrisolti, o ancora c’è stato un percorso di accettazione e perdono.  Anche se il matrimonio è finito, hanno elaborato il passato senza rimpianti o desideri di rivalsa. Oppure, riconoscono l’importanza dell’altro nella loro vita. Dopo anni di condivisione, non sentono il bisogno di cancellare una persona che è stata fondamentale per il loro percorso. Infine potrebbero non sentire minacciata la propria indipendenza emotiva. La vicinanza con l’ex non viene vissuta come un legame tossico, ma come un rapporto di mutuo rispetto.
A volte, la malattia o un momento di difficoltà possono riattivare un legame di cura e di supporto reciproco, perché ciò che è stato non si cancella, e in momenti critici può emergere il desiderio di esserci per l’altro, senza secondi fini.

Eppure, spesso si guarda con sospetto questi legami. Perché?

Viviamo in una cultura in cui la fine di una relazione viene spesso vissuta come una rottura netta, quasi come se ci fosse un obbligo a prendere strade opposte e a “cancellare” il passato. Quando un ex partner resta presente nella vita dell’altro, spesso si pensa che ci sia ancora qualcosa sotto: che uno dei due non abbia superato la separazione, che ci sia un interesse economico o che sia solo una questione di dipendenza affettiva. Le persone tendono a giudicare ciò che non comprendono: se una coppia divorzia, ci si aspetta che chiuda ogni contatto, soprattutto se entrambi hanno nuovi compagni. Il pensiero comune è: “Se siete separati, perché vi frequentate ancora?”.
Questa mentalità porta molte persone a nascondere i buoni rapporti con l’ex per paura di essere giudicate o per non suscitare gelosie nei nuovi partner.

Come influisce la presenza di nuovi compagni su questi rapporti tra ex?

È raro che nuovi partner accettino con serenità un legame di amicizia tra ex coniugi. La maggior parte delle persone prova gelosia o insicurezza, temendo che ci sia ancora un coinvolgimento sentimentale. Molti nuovi partner, infatti, impongono un taglio netto con il passato, perché non vogliono sentirsi in competizione con chi è venuto prima. Questo è un aspetto comprensibile, ma è anche importante distinguere quando una relazione tra ex è una forma di affetto sincero e disinteressato, e quando invece può nascondere una dipendenza emotiva o una difficoltà a lasciarsi andare completamente.

Quando ci sono figli è più facile mantenere un buon rapporto con l’ex?

I figli rappresentano un motivo concreto per cui gli ex coniugi sono costretti a rimanere in contatto. In questi casi, il rapporto viene accettato più facilmente, perché si giustifica con il dovere di essere genitori. Molti uomini dicono: “Mi preoccupo per la mia ex moglie perché è la madre dei miei figli”, e questo è socialmente accettabile. Ma se la stessa frase fosse pronunciata da un uomo senza figli, la reazione comune sarebbe: “Perché dovresti preoccuparti di lei se ormai non state più insieme?”. Anche in presenza di figli, però, il rapporto può evolvere oltre la semplice co-genitorialità, diventando un’amicizia genuina e solida.

È possibile mantenere un rapporto sano con l’ex senza creare fraintendimenti?

Sì, ma solo se entrambi i partner hanno chiaro il tipo di rapporto che vogliono mantenere. In questi casi può essere utile stabilire confini chiari, essere amici non significa avere lo stesso tipo di intimità di prima. O ancora non alimentare speranze inutili – Se uno dei due nutre ancora sentimenti romantici, è meglio evitare situazioni ambigue. Ma anche rispettare i nuovi partner. Se ci sono nuove relazioni, è importante che l’ex non sia una presenza invadente o fonte di insicurezza, oppure chiedersi il motivo del legame: è affetto sincero o paura di lasciar andare il passato? Un’amicizia con l’ex può essere un legame prezioso, ma deve essere autentico e trasparente, senza ambiguità o secondi fini. Volersi bene anche dopo la fine di un amore è possibile. Non tutte le storie d’amore finiscono con odio o indifferenza. Alcuni legami si trasformano in qualcosa di diverso, ma altrettanto prezioso: un affetto sincero, una premura disinteressata, un rispetto che va oltre la fine di un matrimonio. La vera domanda non dovrebbe essere “Perché siete ancora in contatto?”, ma piuttosto “Perché dovrebbe essere strano preoccuparsi di una persona che è stata così importante nella propria vita?”.
Se il sentimento si è trasformato in un legame positivo e privo di dipendenze, forse dovremmo imparare a vederlo non con sospetto, ma con rispetto.

Leggi anche Il ruolo della donna lavoratrice nella società post-capitalistica

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