L’equinozio di primavera rappresenta un momento astronomico preciso in cui giorno e notte hanno la stessa durata, segnando ufficialmente l’inizio della primavera nell’emisfero settentrionale. Nel 2025, questo affascinante fenomeno avverrà giovedì 20 marzo, portando con sé non solo un cambiamento astronomico, ma anche un risveglio della natura dopo il torpore invernale.
La Primavera astronomica
L’equinozio è direttamente collegato all’inclinazione dell’asse terrestre, che misura precisamente 23°27′ rispetto alla perpendicolare al piano dell’orbita che il nostro pianeta percorre intorno al Sole. Questa particolare inclinazione è responsabile dell’alternarsi delle stagioni e della diversa durata di giorno e notte durante l’anno. Durante l’equinozio, la Terra raggiunge una posizione nella sua orbita in cui i raggi solari cadono perpendicolarmente all’equatore. Ciò significa che sia l’emisfero nord che quello sud ricevono la stessa quantità di luce solare, creando un perfetto equilibrio tra ore di luce e di buio su tutto il pianeta. Si tratta di uno dei due momenti dell’anno (l’altro è l’equinozio d’autunno) in cui questo equilibrio si verifica, mentre per il resto dell’anno uno dei due emisferi è sempre più esposto al Sole dell’altro.
L’equinozio
Secondo l’Istituto per la misurazione del tempo di Greenwich l’equinozio di primavera 2025 avverrà giovedì 20 marzo alle ore 10:01 e 25 secondi, ora italiana. In quel preciso momento, il Sole si troverà esattamente in posizione verticale rispetto all’equatore terrestre, sorgendo quasi perfettamente a est e tramontando a ovest. Dopo questa data, le giornate nell’emisfero settentrionale inizieranno progressivamente ad allungarsi. Infatti, dal 20 marzo guadagneremo mediamente 4 minuti di sole al giorno fino al solstizio d’estate, che cadrà il 21 giugno. Questo graduale aumento della luce diurna è uno dei segni più evidenti e attesi della primavera, che porta con sé temperature più miti e giornate sempre più luminose, influenzando positivamente sia la natura che l’umore delle persone.
Il complesso megalitico di Stonehenge
L’equinozio di primavera ha sempre avuto un profondo significato culturale per molte civiltà antiche. Un esempio emblematico è Stonehenge, il celebre monumento megalitico inglese, dove ancora oggi druidi e pagani si riuniscono all’alba per accogliere il Sole tra le antiche pietre. Questo rituale celebra il rinnovamento e la rinascita, temi centrali per le civiltà megalitiche che osservavano con attenzione gli spostamenti del Sole lungo l’orizzonte. Gli antichi costruttori di Stonehenge avevano infatti notato che durante l’equinozio di primavera il Sole sorge esattamente a est, un fenomeno che per loro rappresentava un momento cruciale dell’anno. Tale conoscenza astronomica, sviluppata millenni fa, testimonia l’importanza che le civiltà antiche attribuivano all’osservazione dei cicli celesti e al loro legame con i ritmi della natura.
Il risveglio della natura
Con l’arrivo dell’equinozio, la natura intera risponde all’aumentare delle ore di luce e al rialzo delle temperature. Gli alberi iniziano a germogliare, i fiori sbocciano, e molte specie animali concludono il loro periodo di letargo. Le testuggini mediterranee, ad esempio, si risvegliano dal letargo invernale proprio in questo periodo, quando la temperatura esterna inizia la sua risalita. Anche per gli esseri umani, l’equinozio rappresenta un momento simbolico di rinnovamento. Il maggior numero di ore di luce influisce positivamente sull’umore e sul benessere psicofisico, stimolando la produzione di serotonina, l’ormone del buonumore. Non sorprende quindi che in molte culture l’equinozio sia associato a rituali di rinascita e purificazione, celebrazioni che, pur nelle loro differenze, condividono l’idea comune del risveglio e della rigenerazione dopo il riposo invernale.
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