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Il CMR: come 36 multinazionali inquinano per il 50% del pianeta

Secondo il CMR 36 multinazionali sono responsabili del 50% dell'inquinamento globale
Secondo il CMR 36 multinazionali sono responsabili del 50% dell'inquinamento globale

L’ultima edizione del Carbon Majors Report rivela che il 50% delle emissioni globali di CO2 nel 2023 è stato generato da sole 36 multinazionali attive nei settori dei combustibili fossili. Lo studio, analizzando i dati di 169 grandi aziende operanti nell’estrazione e nella produzione di petrolio, gas, carbone e cemento, ha evidenziato come queste 36 compagnie abbiano prodotto più di 20 miliardi di tonnellate di anidride carbonica in un solo anno. Questo dossier rappresenta uno strumento fondamentale per comprendere la concentrazione della responsabilità climatica e le potenziali leve per un’azione efficace contro il cambiamento climatico.

Lo studio CMR: Dettagli e Metodologia

Il Carbon Majors Report è condotto da InfluenceMap, un’organizzazione che analizza l’impatto ambientale delle grandi aziende. La metodologia si basa sull’analisi dei dati di emissione di 169 aziende che rappresentano circa il 78% delle emissioni globali. Lo studio ha esaminato in particolare i dati relativi al 2023, concentrandosi sui quattro settori principali responsabili delle emissioni: carbone (41%), petrolio (32%), gas (23%) e cemento (4%).

Un aspetto interessante della ricerca è la dimensione storica: il database del Carbon Majors traccia l’impatto delle emissioni dal 1854, rivelando che solo 180 aziende (di cui 11 oggi non più esistenti) sono responsabili di circa due terzi dell’inquinamento globale derivante dall’uso di combustibili fossili negli ultimi 170 anni. Questa prospettiva storica offre una comprensione più profonda della responsabilità aziendale nel cambiamento climatico.

I Principali Risultati dello Studio

Lo studio ha identificato che tra le 36 aziende più inquinanti, ben 25 sono a partecipazione statale, evidenziando il ruolo cruciale dei governi nel processo di decarbonizzazione. Dieci di queste aziende hanno sede in Cina, il paese più inquinante del mondo. Saudi Aramco emerge come la società con il maggior impatto, generando 1,8 miliardi di tonnellate di CO2 nel 2023. Se fosse una nazione, si posizionerebbe al quarto posto tra i maggiori inquinatori globali, dopo Cina, Stati Uniti e India.

Similmente, ExxonMobil produce un volume di emissioni equiparabile a quello della Germania, attualmente al nono posto nella classifica mondiale delle emissioni di CO2. Questi confronti dimostrano la scala dell’impatto di queste singole aziende, evidenziando come le decisioni aziendali siano fattori determinanti nella lotta al cambiamento climatico.

Le 36 Multinazionali: Una Panoramica

La tabella seguente presenta le 36 multinazionali identificate dal Carbon Majors Report come responsabili del 50% delle emissioni globali di CO2:

PosizioneAziendaPaese di OrigineSettore
1Saudi AramcoArabia SauditaPetrolio
2Coal IndiaIndiaCarbone
3Chn EnergyCinaEnergia/Carbone
4National Iranian Oil CompanyIranPetrolio
5Jinneng GroupCinaCarbone
6GazpromRussiaGas
7China CementCinaCemento
8RosneftRussiaPetrolio
9CnpcCinaPetrolio
10Shandong EnergyCinaEnergia/Carbone
11China National Coal GroupCinaCarbone
12Abu Dhabi National Oil CompanyEmirati ArabiPetrolio
13Shaanxi Coal and Chemical Industry GroupCinaCarbone
14SonatrachAlgeriaPetrolio/Gas
15ExxonMobilUSAPetrolio
16Shanxi Coking Coal GroupCinaCarbone
17Iraq National Oil CompanyIraqPetrolio
18ChevronUSAPetrolio
19ShellUSAPetrolio
20Kuwait Petroleum CorpKuwaitPetrolio
21PetrobrasBrasilePetrolio
22QatarEnergyQatarGas/Petrolio
23PemexMessicoPetrolio
24TotalEnergiesFranciaPetrolio
25BPRegno UnitoPetrolio
26LukoilRussiaPetrolio
27GlencoreAnglo-svizzeraMineraria/Trading
28EquinorNorvegiaPetrolio
29China Huaneng GroupCinaEnergia
30Luan Chemical GroupCinaChimico
31Nigerian National Petroleum CorpNigeriaPetrolio
32Peabody EnergyUSACarbone
33CNOOCCinaPetrolio
34ConocoPhillipsUSAPetrolio
35PetronasMalesiaPetrolio
36EniItaliaPetrolio

L’Impatto sulle Politiche Climatiche Globali

I risultati del Carbon Majors Report hanno profonde implicazioni per le politiche climatiche globali. Johan Rockström, direttore dell’Istituto di Potsdam per la ricerca sull’impatto climatico, ha commentato che “le emissioni globali di gas serra continuano ad aumentare, con oltre la metà di tutte le emissioni di CO2 fossile provenienti da sole 36 aziende, come rivelano gli ultimi risultati di InfluenceMap”. Questa concentrazione di responsabilità suggerisce che mirate politiche di regolamentazione o incentivi per un numero relativamente piccolo di aziende potrebbero avere un impatto significativo sulle emissioni globali. Christiana Figueres, ex segretaria generale dell’UNFCCC (la Convenzione quadro per il clima delle Nazioni Unite), ha espresso preoccupazione affermando che “queste compagnie continuano a mantenere il mondo dipendente dai combustibili fossili, senza alcuna intenzione di ridurre la produzione”. Questa dichiarazione evidenzia la tensione tra gli obiettivi climatici globali e gli interessi economici delle principali aziende produttrici di combustibili fossili.

Il Ruolo delle Aziende Statali e la Sfida della Transizione Energetica

Un aspetto significativo emerso dallo studio è la predominanza di aziende a partecipazione statale tra i maggiori emettitori. Delle 36 aziende identificate, 25 sono controllate da governi. Questo solleva interrogativi sul ruolo degli stati nella transizione energetica e sulla potenziale contraddizione tra gli impegni climatici nazionali e la gestione delle proprie compagnie energetiche. Il caso della Cina è emblematico: dieci delle 36 aziende più inquinanti hanno sede nel paese, mentre contemporaneamente la Cina sta investendo massicciamente nelle energie rinnovabili. Questa dicotomia riflette la difficile transizione che molti paesi stanno affrontando, bilanciando sicurezza energetica, crescita economica e obiettivi di decarbonizzazione.

Prospettive Future e Necessità di Azione

Il Carbon Majors Report evidenzia la necessità di un approccio mirato alle politiche climatiche, concentrandosi sulle aziende con il maggiore impatto. La trasparenza fornita da questo tipo di studi può facilitare l’engagement degli investitori, le pressioni dei consumatori e le azioni normative mirate. Le aziende identificate come principali emettitori si trovano ora sotto maggiore scrutinio da parte di investitori, regolatori e opinione pubblica. L’identificazione precisa dei maggiori emettitori globali offre anche opportunità per collaborazioni strategiche tra governi, società civile e settore privato per accelerare la transizione verso un’economia a basse emissioni di carbonio. Considerando che queste 36 aziende rappresentano il 50% delle emissioni globali, anche piccoli cambiamenti nelle loro pratiche potrebbero avere un impatto significativo sul raggiungimento degli obiettivi climatici globali.

Il Carbon Majors Report fornisce una chiara evidenza della concentrazione della responsabilità per le emissioni globali di CO2. Identificando le 36 multinazionali responsabili del 50% delle emissioni, lo studio offre una roadmap per azioni mirate ed efficaci contro il cambiamento climatico. La predominanza di aziende statali tra i principali emettitori suggerisce che i governi hanno un ruolo cruciale non solo come regolatori, ma anche come proprietari e gestori di molte delle aziende più inquinanti al mondo. Per progredire verso gli obiettivi climatici globali, sarà essenziale un maggiore coordinamento tra gli impegni climatici dei governi e la gestione delle aziende statali, insieme a una regolamentazione efficace per le multinazionali private del settore energetico. Il rapporto sottolinea l’urgente necessità di una transizione verso fonti energetiche più pulite, evidenziando al contempo le sfide economiche e politiche che tale transizione comporta.

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