Casablanca, un nome che evoca immagini romantiche, atmosfere cinematografiche e una vibrante cultura marocchina. Per un italiano alla sua prima visita, la città si presenta come un incrocio perfetto tra modernità e tradizione, capace di sorprendere e affascinare a ogni passo. La mia esperienza si è intrecciata con un’occasione speciale: la partecipazione al Moroccan Automotive Technologies (MAT), l’evento biennale dedicato alle innovazioni nell’industria automobilistica, giunto ormai alla sua terza edizione.
Primo impatto con Casablanca
L’arrivo a Casablanca offre subito uno scorcio del dinamismo della città. Dal finestrino dell’aereo, si intuiscono i contrasti che definiscono il panorama urbano: quartieri moderni si ergono accanto a quartieri tradizionali, mercati e moschee e numerose ville con piscine, in una distesa di terra brulla e con poca vegetazione. Una volta atterrato, il caos ordinato delle strade, i suoni dei clacson e le voci dei venditori ambulanti di frutta e spremute, insieme ai venditori di street-food locali vestiti da chef europei, accolgono come una sinfonia d’introduzione alla vita marocchina.
Il primo impatto può disorientare perché ci si aspetterebbe di trovarsi davanti una metropoli diversa se si pensa al continente africano. Per un italiano abituato alle città storiche e ai ritmi talvolta lenti della provincia, Casablanca appare viva e instancabile, quasi come Milano, ma con un fascino esotico unico. Straordinariamente pulita, ordinata e con dei servizi pubblici che non ti aspetti.
Il MAT: Tecnologie e Innovazione
Lo scopo principale del mio viaggio è stato il MAT, una fiera che celebra l’industria ed il Business dell’Automotive marocchino. Tenutosi presso un moderno centro congressi, a due passi dalla Grande Moschea di Hassan II, l’evento è stato un’occasione per esplorare le potenzialità di un settore in rapida crescita. Il Marocco è ormai un punto di riferimento per la diffusione di veicoli europei e occidentali in Africa, con marchi globali che scelgono il paese sia per la delocalizzazione dovuta ai costi competitivi e la posizione strategica tra Europa e Africa, sia per le straordinarie potenzialità di un mercato di un paese che conta quasi 40 milioni di abitanti distribuiti su 446.550 km².
Chi scrive lavora anche come Export Manager di una nota azienda produttrice di lubrificanti motore. In quanto tale, la visita al MAT non è stata solo un’opportunità di business, ma anche un’immersione in un ecosistema in evoluzione. Tra stand low-budget, ma comunque di gusto accanto a prodotti apparentemente futuristici e presentazioni di nuove tecnologie, ho avuto modo di scoprire soluzioni innovative, come componenti per veicoli elettrici e sistemi avanzati per la sostenibilità produttiva.
Un aspetto che mi ha colpito particolarmente è stata la spinta verso l’evoluzione per mondo dell’agricoltura, che richiede macchinari e prodotti sempre più performanti data l’importanza di questo settore sul PIL del paese. Numerose aziende locali e internazionali hanno presentato prodotti per ridurre l’impatto ambientale, un tema che risuona profondamente anche in Italia. Dall’AD Blue® agli Additivi per la riduzione dei consumi, oltre alla diffusione sempre più marcata di filtri di ogni genere per rispondere alle necessità di un clima che impatta fortemente sui consumi di ogni veicolo e attrezzo di lavoro.
La Corniche e la Moschea di Hassan II
Oltre al MAT, non potevo perdermi l’opportunità di esplorare la città. Una delle prime tappe è stata la celebre Moschea di Hassan II, un capolavoro architettonico che si affaccia sull’oceano. La moschea rappresenta un incontro affascinante con l’arte islamica: linee eleganti, mosaici raffinati e una sensazione di sacralità che travalica le culture.
Passeggiando lungo la Corniche, il lungomare della città, si respira un’atmosfera cosmopolita. Ristoranti, caffè e hotel di lusso si affiancano a spiagge affollate, mentre l’aria porta con sé l’odore del mare mescolato alle spezie delle bancarelle.
Gastronomia: un viaggio nei sapori
Da italiano appassionato di Gastronomia, il cibo è parte integrante del viaggio, e la cucina marocchina non delude. Dalla prima tajine di pollo con limone e olive all’assaggio del couscous più autentico, ogni piatto racconta una storia. Una menzione speciale va al tè alla menta, che mi è stato offerto più volte durante la fiera come simbolo di ospitalità. La ritualità con cui viene servito riflette una cura nei dettagli che è facile apprezzare, soprattutto per chi viene da una cultura dove il caffè espresso è un rito.
Riflessi economici e culturali
Casablanca non è solo un centro economico, ma anche un crocevia culturale. La sua storia come porto commerciale e punto di contatto tra Europa e Africa si riflette nelle sue architetture e nella varietà delle persone che la abitano. Durante le conversazioni al MAT, ho notato un grande interesse per collaborazioni internazionali (è facilissimo trovare sedi locali di numerose aziende italiane e francesi) segno di un paese proiettato verso il futuro, ma radicato nelle sue tradizioni pur restando tra Oriente / Orientalismo ed Occidente / Occidentalismo.
Per chi, come me, arriva con l’intenzione di esplorare opportunità commerciali, Casablanca si rivela un terreno fertile. L’industria automobilistica non è solo una fonte di crescita economica, ma anche un ponte per costruire relazioni tra culture. Lasciare Casablanca dopo pochi giorni è stato difficile. La città ti lascia con un senso di meraviglia, un mix di stimoli visivi, sonori e olfattivi che continuano a risuonare nella mente. Per un italiano, la visita al MAT ha offerto non solo uno sguardo sulle tecnologie automobilistiche del futuro, ma anche un’esperienza unica di scambio culturale. Porterò con me il ricordo di una città vibrante e accogliente, pronta a stupire e a coinvolgere chiunque abbia la fortuna di attraversarla, sia per lavoro che per piacere. Viaggio da riproporre quanto prima anche con la mia famiglia. Casablanca non è solo un luogo: è un’esperienza che ti lascia il segno, ampliando orizzonti e prospettive.
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